31 Ottobre 2018

Catania: Valentina Salamone non si è uccisa? Il processo continua

Valentina Salamone non si è uccisa. In occasione di una nuova udienza, tenutasi alla Corte D’Assise del Tribunale di Catania, davanti il giudice Maria Concetta Spanto, è stata nuovamente confermata l’accusa. Il presunto omicida della ragazza, trovata morta ad Adrano nel 2010, è dunque Nicola Mancuso?

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Adrano: Valentina Salamone non è stata uccisa

Continua il processo per il presunto omicidio di Valentina Salamone, la ragazza è stata trovata morta in una villa di Adrano il 24 luglio del 2010. La ragazza aveva raggiunto l’abitazione per partecipare a una festa con degli amici. In un primo momento il decesso della ragazza venne classificato come suicidio. Il folle gesto sarebbe scaturito a causa di una delusione d’amore. Solo in una seconda fase investigativa è emersa la tesi attualmente sostenuta dall’accusa. A uccidere Valentina potrebbe essere stato Nicola Mancuso. L’uomo, secondo quanto reso noto, avrebbe avuto con la giovane una relazione extraconiugale.

Omicidio o suicidio?

Il primo ad affermare che Valentina, in realtà, non si fosse suicidata fu il tenente della stazione dei Carabinieri di Paternò Luca Bernardo. Il militare, insieme al maresciallo Quattrocchi e al medico legale constatarono che la corda con cui venne realizzato il cappio si trovava in una posizione che la vittima non avrebbe potuto aprire facilmente. Una seconda fase delle indagini è emerso come a commettere il presunto omicidio sarebbe stato Nicola Mancuso, dato che alcune tracce del suo DNA sarebbero state trovate in una delle scarpe che Valentina indossa quando è morta.

Valentina Salamone

Innescato il suicidio?

Il processo per la morte di Valentina Salomone continua e ieri si è tenuta una nuova udienza in Corte di Assise, in occasione della quale sono stati sentiti per ben cinque ore i medici legali Ragazzi e Alberghina. Durante il loro articolato esame i medici hanno minuziosamente spiegato che è stato inscenato un suicidio. Quanto detto permetterebbe di confermare come Valentina in realtà sia stata barbaramente uccisa da almeno due individui. Hanno illustrato nel dettaglio le modalità dell’omicidio e le ragioni per cui non si è trattato di un suicidio. Precedentemente il tossicologo Romano, che non era presente nel corso dell’ultima udienza, aveva già dichiarato che Valentina nelle ore prima dell’omicidio non avesse fatto assunzione di alcun tipo di sostanza stupefacente né tanto meno psicotrope. Quanto detto, durante l’attività processuale, ha permesso di smentire alcune dichiarazioni fornite da Nicola Mancuso fornite durante l’interrogatorio di garanzia. In quell’occasione il presunto omicida avrebbe dichiarato che Valentina quella sera avesse fatto uso di droghe e alcool.

Successivamente è stata poi sentita anche dottoressa della guardia medica di Adrano, specializzata in pediatria che il 24 luglio del 2010 ha constatato il decesso. Nel corso del suo esame la dottoressa ha poi candidamente ammesso di non avere alcuna competenza medico legale, e che la stessa si limitò a guardare (senza peraltro neppure toccarlo perché gli sarebbe stato impedito dai carabinieri presenti) appena il cadavere perché inorridita dalla scena del delitto.

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redazione

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