27 Ottobre 2018

Desirée Mariottini omicidio, nell’elenco degli indagati anche il fidanzato?

La storia che sta per essere costruita attorno al caso Desirée Mariottini omicidio svela dei dettagli raccapriccianti. La storia di una ragazzina di 16 anni che forse non aveva una situazione familiare idilliaca, che forse voleva essere solo più grande della sua età per una sera… Che è morta dopo aver subite le più atroci delle torture.

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Desirée Mariottini omicidio, storia di una morte annunciata?

Quello che si stanno chiedendo gli italiani in questo momento è: Desirée Mariottini omicidio è la storia di una morte annunciata? (Clicca qui). La vita della sedicenne è caratterizzata da diversi punti bui, un padre spacciatore e la relazione con un ragazzo più grande che l’avrebbe condotta a mentire sulla sua età? Sembra che anche la domanda, che da giorni ci poniamo anche su Free Press Online, sta per avere risposta: se Desirée si trovasse a Roma per vedere un fidanzatino più grande di lei che viveva da tempo nella zona incriminata del quartiere San Lorenzo?

Omicidio Desirée aggiornamenti

Fonte foto mag24.es

“Era viva quando me ne sono andato”

Cinque giorni dopo la morte di Desirée ecco che cominciano ad essere noti alcuni dettagli degli interrogatori fatti dagli inquirenti. Secondo quanto reso noto da Leggo.it, sembrerebbe che Mamadou Ghara, il primo a essere fermato per l’omicidio di Desirée, agli inquirenti avrebbe confessato: “Conoscevo Desirée, avevamo una storia, mi aveva detto di essere più grande, di avere 22 anni. Abbiamo avuto un rapporto sessuale, ma non l’ho stuprata. Quando sono andato via era ancora viva“. (Clicca qui).

“Stuprata per puro divertimento”

Quanto successo a Desirée Mariottini ha davvero dell’incredibile. Il solo racconto fatto dai testimoni ha dell’inverosimile. Su Leggo.it è possibile anche leggere: “È il teste Di Leo a fare le dichiarazione più pesanti: <<Un giovane africano di cui non ricordo il nome mi ha confidato che lui si trovava dentro al capannone… avrebbe visto Desirée deceduta con gli abiti strappati. Mi diceva che alla sua presenza la giovane si è sentita male quindi le hanno dato acqua e zucchero poi visto che diventava cianotica veniva adagiata su un devano e moriva>>. Un altro dei presenti ha detto agli inquirenti di essere entrato <<all’interno dello stabile, ho sentito una ragazza che piangeva e urlava frasi come: <<Voi l’avete uccisa, voi l’avete violentata” e si rivolgeva a tre uomini chiamandoli per nome: Pako, Sisko e Ibrahim>>. Ha anche detto di avere visto una ragazza che «sembrava dormire» su un piccolo letto, semicoperta <<alla presenza di 5 o 8 persone di varia nazionalità oltre ai tre già detti>>. Dopo, i tre <<con molta fretta andavano via. Pako portava una borsa in spalla, uno degli altri aveva con sé una valigia>>“.

Com'è morta la giovane Desirée

Fonte Foto Today.it
In foto l’edificio del quartiere San Lorenzo dove è stata trovata la vittima

Il medico legale, che al momento sta cercando di accertare le cause della morte, avrebbe già reso noto che nel corpo di Desirée vi sarebbero diverse lesioni sul basso ventre. Inoltre vi sarebbe anche la bruciatura compatibile con quella provocata da una sigaretta. (Clicca Qui).

“Le avevo detto di dormire a casa mia”

Nel frattempo un’amica, di nome Antonella, che sempre secondo Leggo.it, forse porta con sé uno scrupolo di coscienza. La ragazza avrebbe dichiarato: “Le avevo detto di venire a dormire a casa mia, ma lei ha risposto che voleva rimanere lì. Poi mi aveva pure fatto arrabbiare e me ne sono andata. Erano le 23:30, era ancora viva, lucida. Mi hanno telefonato nel cuore della notte per dirmi che era morta“.

“Non mi sarei mai permesso neanche di toccare Desirée” 

Sono diverse le notizie pubblicate oggi che raccontano alcuni dettagli relativi agli interrogatori a cui sono stati sottoposti gli esseri fermati, accusati di cessione di droga, violenza sessuale di gruppo e omicidio volontario. L’unico aiuto che, anche secondo quanto pubblicato TgCom, avrebbe ricevuto Desirée sarebbe stato un po’ d’acqua con lo zucchero per poi essere lasciata morire, con ancora addosso i vesti sbagliati.

Diversa comunque sarebbe la versione del nigeriano Alinno Chima. Secondo quanto riportato da TgCom, durante l’interrogatorio, avrebbe dichiarato: “Non mi sarei mai permesso neanche di toccare Desirée, perché si vedeva che era una bambina“. Successivamente, sembra che abbia deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere davanti al Gip.

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redazione

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