26 Ottobre 2018

Europa sprecona, gli eurodeputati si tengono vitalizi privilegiati

Senza versare un solo euro di contributi al Parlamento europeo gli eurodeputati si tengono i vitalizi privilegiati tagliati in Italia.

In Europa resiste il tabù

Alla faccia della lotta agli sprechi e al rispetto dei cittadini che pagano tasse e contributi, all’ Europarlamento non mollano un millimetro sui vitalizi privilegiati. Nessuna cifra pazzesca ma l’assegno che parte da 1484,70 euro che si raddoppia in caso di secondo mandato senza aver pagato un solo centesimo di contributi fa inorridire. Non è infatti passato mercoledì a Bruxelles il taglio dei vitalizi. Questo alla faccia delle richieste dell’Europa all’Italia di tagliare le spese per diminuire il deficit. Giusto al Governo italiano lo hanno chiesto, che della lotta agli sprechi né ha fatto una bandiera. E poi da loro il nulla.

Il voto in Aula

Al taglio dei vitalizi il Parlamento europeo si è espresso contrario con 457 voti; 77 sono stati gli astenuti, mentre i favorevoli sono stati 125. Questo costerà ai contribuenti 20 milioni di euro complessivi. Agli ex eletti del Parlamento andranno 13.797.000 euro, mentre agli attuali 4.238.000. A sostenere la mozione del M5S vi era la Lega, che qualche giorno fa al Senato ha tagliato questi privilegi.



Così si è espressa la delegazione italiana

Dal Movimento 5 Stelle commentano: “in 19 Parlamenti nazionali degli Stati membri dell’UE non esistono vitalizi e pensioni privilegiati, il Parlamento europeo purtroppo è una eccezione e, votando contro i nostri emendamenti, salva privilegi indifendibili.Noi non ci arrendiamo. La nostra è una battaglia di giustizia ed equità sociale. I politici devono pagare i contributi come tutti gli altri cittadini e percepire una pensione proporzionale a quanto versato”.

Il commento del M5S

In totale tra i deputati italiani presenti i contrari sono più del doppio dei favorevoli (45 contro 26), con in testa proprio i 19 di Sinistra democratica (Bresso, Briano, Caputo, Chinnici, Costa, Cozzolino, Danti, De Castro, De Monte, Gentile, Giuffrida, Morgano, Mosca, Panzeri, Paolucci, Picierno, Sassoli, Viotti, Zanonato), i 12 “no” di Forza Italia e centristinel PPE (Cesa, Cicu, Cirio, Comi, Dorfmann, Gardini, La Via, Leontini, Martusciello, Matera, Patriciello, Salini), quindi il niet dei Consiervatori e Riformisti Fitto e Sernagiotto. Ci sono due astenuti; Affronte dei Verdi e Gualitieri di S&d.

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Ultimo aggiornamento

Francesca Gugliemino

Francesca Gugliemino