25 Ottobre 2018

Spread in aumento? Ecco chi sta pagando in perdite virtuali

Che non ci vedono di buon occhio all’estero con lo spread in aumento, lo sanno anche quelli del governo, i muri e soprattutto i mercati finanziari, che ogni giorno reagiscono male. Le cause legate all’incertezza finanziaria sta costando più del 10% del Pil ed è pari a 198 miliardi di euro.

Asec Trade S.r.l.

Spread in aumento? Ecco chi paga!

Sarebbero, secondo la Fondazione David Hume, 198 miliardi le perdite virtuali dal 4 marzo a oggi che i mercati finanziari italiani a vario titolo.  Ad essere sotto pressione i titoli azionari e obbligazionari nonché i titoli di Stato.

Secondo la nota diffusa dalla Fondazione HumeI vari tipi di perdite sono state calcolate fra tre momenti temporali, 28 febbraio 2018 (pre-elezioni); 31 maggio 2018 (insediamento governo) e il 19 ottobre 2018, tutte le stime sono prudenziali”, e precisano dalla fFondazione, che queste potrebbero essere maggiori di quelle calcolate. Il calcolo ha escluso i titoli di Stato detenuti dalla Banca d’Italia e dagli investitori esteri, nonché i maggiori oneri per il servizio del debito pubblico.

Il metodo di calcolo usato

Scendendo nel dettaglio le famiglie e le imprese italiane starebbero subendo delle perdite virtuali complessive pari a 91 miliardi di euro. Sono 50 dopo la formazione del Governo. Le perdite delle imprese ammontano a circa 32 miliardi di euro, di cui 18 dopo la formazione del Governo. “Il calcolo – spiegano dalla Fondazione Hume – è effettuato considerando esclusivamente quella parte della ricchezza finanziaria di famiglie e imprese. Questo è più sensibile alle fluttuazioni di mercato. In particolare titoli del debito pubblico, obbligazioni, quote di fondi comuni, azioni e altre partecipazioni (incluse le società non quotate).  Sono invece esclusi i depositi (bancari e postali), i titoli emessi da soggetti esteri, e varie altre forme di ricchezza più resistenti alle fluttuazioni di mercato”.

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redazione

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