23 Ottobre 2018

“Ho solo 12 anni…” il messaggio di una bambina a un pedofilo, Ragusa

La città di Ragusa ancora una volta sotto shock, questa volta si tratta di un caso di pedofilia. Il messaggio di una bambina a un pedofilo lascia senza parole: “Ho solo 12 anni…“. La conversazione però non finisce qui.

Cronaca Ragusa tra femminicidio e pedofilia

Ancora una volta i giornali nazionali continuano a puntare i loro occhi su Cronaca Ragusa. Qualche settimana fa abbiamo avuto modo di apprendere la notizia relativo al femminicidio di Maria Zarba, una donna di 66 anni. La vittima è stata trovata riversa in una pozza di sangue e ad oggi, l’unico indiziato sarebbe l’ex marito Giuseppe Panascia. (Per approfondire Clicca Qui). Oggi i giornali invece raccontano una storia diversa. Nel corso delle ultime ore è stato arrestato un uomo a Ragusa accusato di pedofilia (Clicca qui). Scopriamo insieme cos’è successo.

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“Ho solo 12 anni…”

L’uomo di ventuno anni in questione, arrestato dalla Polizia di Ragusa, la cui identità al momento è sconosciuta, da tempo abusava della sua vittima, una bambina di soli 12 anni. Ad incastrare il pedofilo sono stati una serie di messaggi inviati su Facebook. Al culmine delle violenze, il messaggio della bambina porta il seguente testo: “Ho solo 12 anni…“. Questo però non è bastato al ragazzo per fermarsi. Il pedofilo, secondo quanto emerso dalle indagini, ha provato ad adescare le amichette della vittima scrivendo loro: “Adesso tocca a te”.

Pedofilia ragusa

Fonte foto Tom’s Hardware

Il presunto pedofilo, secondo quanto pubblicato anche dall’agenzia Ansa, ha pure minacciato la famiglia della sua vittima. “Sarò il vostro peggiore incubo,- messaggio che sarebbe apparso sempre su Facebook-, quando mi vedete camminate a testa bassa…“.

Il vice questore Ciavola: “È necessaria una costante vigilanza

A esprimersi sull’accaduto è stato il  il capo della squadra mobile, il vice questore Nino Ciavola. Nel commento, pubblicato dall’Ansa, è possibile leggere: “La Polizia di Stato di Ragusa ha potuto assicurare alla giustizia il soggetto grazie anche alla collaborazione delle famiglie delle bambine che hanno aiutato gli investigatori a fare chiarezza su quanto accaduto. Sono sempre più frequenti i fenomeni di adescamento di minorenni su social network. È necessaria – continua il vice questore Nino Ciavola – una costante vigilanza da parte degli adulti sull’utilizzo degli smartphone da parte dei più piccoli, ignari della perversione di alcuni“.

Per ulteriori informazioni sulla gestione Facebook per minori e furti d’identità leggete l’articolo di approfondimento, presente nella rubrica di Free Press OnlineL’avvocato Risponde…“. (Clicca qui per l’articolo).

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redazione

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