22 Ottobre 2018
Manovra italiana e mercati: spread parte in calo, poi risale
Le reazioni contrastanti in giornata della finanza sono influenzati dalle vicende che coinvolgono la manovra italiana. Non solo, anche il declassamento di Moody’s, però in modo del tutto inaspettato. Tria fa sapere che il Nadef non cambia. Moscovici chiede dialogo.
La lettura della giornata
Gli attriti all’interno della maggioranza, risolti sabato, le indicazioni della lettera Ue all’Italia, con la risposta da parte dei gialloverdi entro le 12 di oggi hanno di certo spostato i mercati finanziari. Non solo, la decisione da parte dell’agenzia di rating Moody’s di declassare il debito italiano al gradino appena superiore a quello definito spazzatura ha influito. Secondo gli esperti, però questo declassamento avrebbe sorpreso positivamente gli investitori. Nei fatti quello atteso era una mano maggiormente pesante da parte di Moody’s. Quindi il declassamento di un solo step ha incoraggiato gli investitori esteri e lo spread è pertanto sceso sotto i 300 punti. Le incertezze sull’andamento del dialogo tra il Governo gialloverde e l’Ue sulla manovra sta provocando delle incertezze. Nessun punto fisso, pertanto, e la borsa italiana seppur in territorio positivo rallenta gli acquisti. Lo spread ritorna verso i 300 punti base.
Le tensioni sulla manovra
Sulla lettera che l’Italia dovrà mandare al’Ue in risposta delle note prese in carico venerdì, quello che trapela è che il Governo non cambierà una virgola. Moscovici, si attende, come il resto d’Europa non solo un dialogo aperto e costruttivo, ma un cambio di rotta da parte di Lega e M5S.
I dati dopo 2 ore di contrattazione
Piazza Affari conferma le note positive con il Ftse Mib che pero’ si sgonfia e lima ad un +1,15% (19.294 punti). Un rimbalzo atteso dagli analisti dopo il mancato declassamento a ‘junk’ (spazzatura) da parte di Moody’s del rating sovrano italiano, che è stato solo tagliato a Baa3 (un gradino sopra) e con outlook stabile. In luce Fca (+4,26%) in scia alla cessione di Magneti Marelli a Calsonic Kansei. Vola Ferragamo (+6,88%), sui massimi da due anni. E corrono le banche con Carige (+3,92%), Ubi (+2,5%), Banco Bpm (+1,5%), Bper (+2,3%), Mps (+2,64%) Intesa Sanpaolo (+1,98%) e Unicredit (+1,16%). Banca Generali, che ha annunciato un’offerta su Nextam, guadagna l’1,6 per cento. Bene poi Poste (+2,78%) e Tim (+2,29%). Tra gli altri titoli poco mossa Ferrari (-0,10%) all’indomani della vittoria di Raikkonen al Gp degli Stati Uniti. Sugli stessi livelli Leonardo (+0,16%), Tenaris (-0,25%), Saipem (-0,31%). Cedono invece Recordati (-1,06%) e Luxottica (-0,56%) nel giorno della trimestrale.
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