19 Ottobre 2018

Pace fiscale, la nota di Palazzo Chigi che ricostruisce i fatti

Pace fiscale, la nota di Palazzo Chigi che ricostruisce i fatti

In una nota ufficiale Palazzo Chigi ricostruisce quanto accaduto prima e durante il Cdm che ha portato all’approvazione della pace fiscale. Da questa ricordiamo che è scaturita una diatriba tra Lega e M5S sulla paternità del condono penale introdotto nell’art.9. Le due forze politiche hanno dato una ricostruzione dei fatti discordante.

Asec Trade S.r.l.

Parte prima: le discussioni informali prima del Cdm

Nella nota di Palazzo Chigi si legge che “la cosiddetta dichiarazione integrativa (condono: art.9) è stata oggetto di una discussione politica che si è protratta a lungo sino all’inizio dei lavori del Consiglio dei Ministri. Su di essa si è formato un accordo politico e sulla base di esso, riassunto dal Presidente Conte a beneficio dei presenti, si è entrati in consiglio dei ministri”.  Da questo si evince che la discussione è avvenuta prima dell’inizio del Cdm, in modo informale e senza una verbalizzazione”. Dunque il Cdm comincia senza alcun testo scritto.

L’arrivo in Cdm della bozza del decreto senza l’art.9

La bozza del decreto fiscale – riporta Palazzo Chigi nella nota – che gli uffici hanno fatto trovare durante il Consiglio dei Ministri non conteneva la dichiarazione integrativa di cui all’art. 9: questa norma risultava in bianco proprio perché l’accordo politico è stato raggiunto poco prima e gli uffici non hanno fatto in tempo a tradurlo sul piano della formulazione tecnico-giuridica”.

 

Entra in scena l’art.9 ma Conte rimanda la verifica tecnica

A Consiglio avviato è stato portato al presidente Conte un foglio contenente una prima traduzione tecnica dell’accordo politico: in pratica l’art. 9 sulla dichiarazione integrativa. Il foglio non è stato distribuito a tutti i Ministri presenti e il Presidente si è limitato a riassumere a beneficio di tutti i termini dell’accordo raggiunto sul punto, riservando a un momento successivo la verifica tecnica come è normale che sia per tutte le disposizioni giuridiche. Non c’è stata quindi la verbalizzazione specifica del contenuto dell’art. 9, il cui testo, appena arrivato, andava comunque verificato successivamente nella sua formulazione corretta dagli Uffici della Presidenza”.

Non risulta essere stata fatta la verifica tecnica richiesta e l’articolo è stato inserito solo nella bozza, che è stata inoltrata informalmente (per conoscenza) al Quirinale.

 

Ultimo aggiornamento

redazione

redazione