16 Ottobre 2018
Abolizione numero chiuso Medicina: il ministero non sapeva nulla. Da Palazzo Chigi chiariscono: “Auspicio polirtico”

Il numero chiuso per le iscrizioni alla Facoltà di Medicina è stata inserita nella manovra. Dal ministero dell’ Istruzione però dicono di non saperne nulla. Busetti: “a me non risulta questa cosa. Farò le dovute verifiche”. Da Palazzo Chigi poi precisano che vi sarà un passaggio graduale al numero libero di iscrizioni.
Numero chiuso medicina abolito “solo auspicio politico”
È stato giallo sull’abolizione del numero chiuso per le iscrizioni alla Facoltà di Medicina. È una novità, che giunge a sorpresa, nonostante le dichiarazioni del ministro Grillo, che in qualche modo aveva annunciato nei giorni scorsi. Ma dal ministero della Salute, dicono di non saperne nulla di questo provvedimento. Nei fatti lo stesso ministro dell’Istruzione Marco Busetti aveva dichiarato: “Voglio essere sincero, a me non risulta questa cosa. Farò le dovute verifiche”.Da Palazzo Chigi, fugano alla fine le paure degli addetti ai lavori precisando che l’abolizione del numero chiuso a Medicina vi sarà forse, ma il passaggio sarebbe graduale.
Lo stato attuale e il da farsi per la liberalizzazione
Quest’anno le selezioni per l’iscrizione alla Facoltà di Medicina hanno visto concorrere 67mila candidati. Di questi ne sono passati solo 10mila. La riforma, visto che il numero di studenti aumenterà, porterebbe ad uno sforzo organizzativo degli atenei. Per fare ciò servirebbero quindi fondi extra. In più c’è da considerare che in parecchi non partecipavano alle selezioni poiché scoraggiati dagli stessi. Pertanto il numero potrebbe aumentare ancor di più delle previsioni. Per formare cardiologi, internisti, chirurghi generali eccetera quest’anno sono state bandidte 7mila borse di studio per laureati in medicina. Si tratta di un numero inferiore ai circa 10mila laureati ma anche a quello dei medici che dovrebbero andare in pensione (circa 8mila). Ammettere tutti a Medicina senza aumentare le borse di specializzazione non servirebbe quindi ad far crescere il numero degli specialisti pronti ad entrare in ospedale o a diventare medico o pediatra generico, perché l’imbuto si trova appunto nelle scuole di specializzazione.





