15 Ottobre 2018

Arresto Raffaele Nicotra: ecco su cosa si basano le accuse

L’arresto del ex onorevole Raffaele Nicotra è derivato da una serie di fatti e rivelazioni di pentiti. Dall’ordinanza di custodia cautelare emerge un sistema ben collaudato per raccogliere voti in alcuni territori siciliani.

Il pericolo della mancanza di libertà di voto

Se il quadro accusatorio fosse confermato, parecchie tornate elettorali sarebbero state del tutto falsate. Il vero problema starebbe, nel controllo capillare da parte delle famiglie legate a Cosa Nostra, che impedirebbe in modo pressoché sistematico il libero esercizio dell’espressione del voto democratico. La criminalità organizzata e la politica quindi a braccetto. Un legame che gli inquirenti definiscono per l’ex dem vicino a Luca Sammartino e Valeria Sudano “sistematico”.

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I legami con la famiglia Santapaola- Ercolano

Gli inquirenti hanno ricostruito la vicinanza agli ambienti malavitosi, che risalgono al 1993. Si ricorda infatti che Nicotra, allora sindaco di Aci Catena si rifiutò di rispettare l’obbligo imposto dal questore di rimuovere i necrologi di Maurizio Faraci, cognato del boss Sebastiano Sciuto. Per questo motivo il prefetto di Catania lo rimosse dalla carica di sindaco. “È stato, altresì, accertato – si legge nell’ordinanza di custodia cautelare – che il Nicotra aveva già favorito un pericoloso pregiudicato, tale Giuseppe Gurgone, consentendo che lo stesso, benché agli arresti domiciliari perché responsabile di rapina aggravata, espletasse attività lavorativa presso il proprio esercizio commerciale“.

Le accuse del pentito Giuseppe Laudani

Il pentito Giuseppe Laudani ha dichiarato di “aver favorito l’elezione a sindaco di Nicotra(nelle elezioni del 2006)  chiedendo in cambio  che quest’ultimo rifornisse di carne i propri supermercati acquistandola dalla ditta ‘Le Carni‘ riconducibile alla ai Laudani“. Inoltre il pentito ha specificato che il riscontro effettivo che io davo la carne a Nicotra era proprio per l’accordo dello scambio di voti che sono stati dati […] volevo fare questa precisazione perché, perché siccome Nicotra è risaputamente avvicinato alla Famiglia Santapaola, che paga la Famiglia Santapaola e via dicendo, giustamente con noi dice perché ci sono stati questi contatti? Così io glielo preciso: per le elezioni. La carne giel’abbiamo data per le elezioni”.

… e di Santo La Causa

Gli inquirenti riportano anche le parole di Santo La Causa. Da quanto riferito Alfio Brancato, affiliato di Acicatena, parlava di Nicotra come un contiguo al gruppo criminale. Inoltre in un incontro, favorito da Brancato, lo stesso La Causa aveva manifestato a Raffaele Nicotra di acquistare dei terreni agricoli. Il sindaco sarebbe dovuto intervenire per il cambio di destinazione d’uso. Inoltre La Causa ha spiegato detto dell’ex sindaco di Aci Catena che “si tratta di una persona che noi abbiamo sostenuto nelle campagne elettorali per le amministrative e regionali”. Infine il pentito ha chiarito che Brancato aveva ricevuto 20 mila euro da Nicotra per occuparsi della raccolta voti. Brancato, come riferito da La Causa, era conosciuto per la “sua caratura criminale.

 

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redazione

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