12 Ottobre 2018

Mensa negata ai bambini stranieri a Lodi? La scelta leghista fa discutere

Il Comune di Lodi penalizza 318 famiglie extracomunitarie, richiedendo un’attestazione in cui si dichiara che nel loro Paese non posseggono nulla. Mensa negata ai bambini stranieri: è questa la scelta leghista che escluderebbe dalle agevolazioni mensa i bimbi extracomunitari.

La questione

Nel novembre 2017 il sindaco leghista Sara Casanova ha approvato una delibera che disciplina i servizi socio-assistenziali, tra cui quelli scolastici come la mensa e lo scuolabus. Gli effetti di tale delibera sono in vigore da un mese, con il nuovo anno scolastico.

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I lodigiani che volessero ottenere eventuali agevolazioni devono presentare la documentazione ISEE compilando un modulo che prevede l’autocertificazione. Per gli extracomunitari c’è anche l’obbligo dell’attestato rilasciato dal Consolato del loro Paese d’origine in cui si attesta che non posseggono nulla. La motivazione addotta dal sindaco è che si tratta di un’aggiunta “antifurbetti“. Tra le altre cose, deve essere consegnata scritta in italiano, con una traduzione giurata. Chi non ha questo documento dalla fascia ISEE più bassa viene inserito in quella più alta. Da due euro giornalieri a pasto si passa, così, a cinque euro. Lo scuolabus si alza da 90 euro ogni trimestre a 210. Cifre non indifferenti.

Le famiglie rinunciano a mensa e trasporti

Le famiglie più numerose si vedono costrette a rinunciare a mensa e trasporti, arrangiandosi mangiando a casa e accompagnando i propri figli o a piedi o in bici. Latifa Gabsi, mediatrice culturale italosiriana che si occupa di assistere le famiglie, parla degli impossibili passaggi amministrativi necessari: “Almeno cinque o sei e all’estero: Comuni, Prefetture, traduttori giurati delle Ambasciate Italiane“. Di 318 domande, poche sono quelle accettate. Dopo la protesta, il sindaco ha ammesso “criticità” nella delibera e ha annunciato istruttorie “caso per caso“.

Un Comitato ha presentato un ricorso contro il provvedimento e ha raccolto fondi da tutta Italia per sostenere le famiglie. Yuri Coppi, provveditore agli studi di Lodi e Milano, si augura che: “Il Comune trovi in tempi brevi una soluzione“.

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Fonte Foto: giornaledilodi.it

“Mamma perché io non posso più mangiare a scuola?”

Zeyad, 10 anni di origine egiziana pone più volte alla mamma Marwa, di 33 anni, la seguente domanda: “Mamma, ma perché io non posso più mangiare a scuola con i miei compagni di classe?“. La madre cerca di spiegare l’assurda situazione: “Il sindaco ha cambiato il regolamento che disciplina la mensa. Per noi stranieri ora costa troppo. Non possiamo più permettercelo“.

Molti bambini scolari di Lodi non fanno parte dell’UE, sono asiatici, africani, sudamericani… e non possono più partecipare alla mensa delle scuole materne ed elementari. Sono costretti a mangiare a casa per rientrare in classe nel pomeriggio. Addirittura, in alcuni casi, devono pranzare in aule separate rispetto ai loro compagni italiani, per via delle norme sanitarie che vietano mescolanza di cibi preparati a casa. La situazione è surreale: a rincarare la dose è la scelta sullo yogurt. Questo può essere servito solo agli italiani e non agli stranieri che non ne hanno più diritto.

Il vescovo Malvestiti: “I bambini non vanno mai coinvolti. Loro non c’entrano nulla”

I presidi dei cinque istituti comprensivi di Lodi sono amareggiati dalla situazione. Eugenio Merli e Demetrio Caccamo hanno deciso di gestire il tempo pieno permettendo agli scolari di mangiare a scuola il pasto portato da casa. Definiscono questa scelta come un “dribbling fuorilegge” che ha fatto prevalere il buonsenso. Il vescovo Maurizio Malvestiti si è espresso nettamente sulla questione: “La scuola deve accogliere tutti, con pari diritti e doveri. Talora ci sono problemi ma i bambini non vanno mai coinvolti. Su 100 persone che mi fermano, 90 mi dicono che il Comune ha fatto bene a disporre i nuovi controlli; ma se osservo che il complicato regolamento obbliga i bambini a mangiare in aule separate, mi rispondo che questo non è giusto. Loro non c’entrano nulla“.

 

 

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redazione

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