04 Ottobre 2018

Fiction Rai svela identità dell’ex mafioso di Brancaccio, la figlia denuncia

La fiction Il Cacciatore, in onda su Rai 2, permette alla figlia dell’ex mafioso Pasquale Di Filippo di scoprire l’identità del padre. Chiede, pertanto, un risarcimento alla Rai pari a un milione di euro.

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Chi era e chi è Pasquale Di Filippo

All’inizio degli anni Novanta, Pasquale di Filippo era uno dei sicari della nota famiglia di Brancaccio. La Direzione Investigativa Antimafia (DIA) l’ha scoperto e dal 1995 è un collaboratore di giustizia. Il pentito ha cambiato totalmente vita, scegliendo di aiutare la magistratura a svelare i segreti di Cosa Nostra, ad arrestare il cognato di Riina, Leoluca Bagarella e poi il killer di Pino Puglisi, Salvatore Grigoli.

Il passato da mafioso ritorna

L’oscuro passato di Pasquale Di Filippo continua a perseguitarlo. La figlia scopre chi era il padre guardando la fiction Rai Il Cacciatore. Tra i “cattivi” della fiction, tutti rappresentati con i loro nomi veri, c’era proprio Di Filippo, descritto come un “torturatore e pluri-omicida“. A quel punto la ragazza, riconoscendo il padre, avrebbe urlato contro il papà chiedendo: “Che cosa hai fatto?” per poi chiudersi in camera, senza rivolgergli più la parola.

Questo il racconto dell’ex mafioso a Repubblica: “Una sera ero con mia figlia e guardavo la serie tv che racconta la storia del magistrato palermitano Alfonso Sabella. Ad un certo punto l’immagine si è fermata sull’attore che interpreta il mio personaggio e sotto è comparso il mio nome con l’accusa di aver compiuto 20 omicidi, tra cui quello del piccolo Di Matteo, tutte falsità, ma ormai il mondo ci è crollato addosso. Mia figlia ha 14 anni, è nata quando ero già un altro uomo, le avevo solo detto di aver aiutato il mafioso Bagarella a nascondersi, il resto glielo avrei detto più in là nel tempo. Ma ora non vuole sentire ragioni, è chiusa in camera sua da sei mesi, esce solo per andare a scuola“.

Fonte Foto: lacittàdisalerno.it

Di Filippo: “Non sopporto di essere diffamato…”

Pasquale Di Filippo ha scontato dieci anni per i quattro omicidi di cui è accusato. Cambia spesso città, ha una nuova identità, ma la sua condanna peggiore se la porta dentro: “Pende sulla mia testa la condanna a morte di Cosa Nostra. Non potrò mai avere una vita normale, però non sopporto di essere diffamato. Mi sono rivolto al mio avvocato, Carlo Fabbri e alla Rai e alla società produttrice chiedo un risarcimento di un milione di euro. La storia non si può falsare”.

 

 

 

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