25 Settembre 2018

Inchiesta crollo Morandi: Toninelli sposa Benetton e tradisce Genova

Inchiesta crollo ponte Morandi sta per vivere del primo colpo di scena. Questa sarebbe ordita dal ministro delle Infrastrutture Toninelli e dalle manine delicate di quei “Pezzi di mer.. dei burocrati ministeriali. Ecco i tre indizi, che farebbero la prova.

Dov’é finito il decreto Genova?

Indizio n.1. Dopo la presentazione in pompa magna  su tutte le Tv e i giornaloni, con pagine intere e special, non è ancora legge. Così come riportato nell’edizione cartacea del Il Fatto Quotidiano, il Presidente Sergio Mattarella il decreto non lo ha ancora visto. Ma come può essere? Il testo è a vaglio di quei “Pezzi di merd..” dei burocrati Tesoro, che devono trovare le risorse a copertura. Conte ieri ha confermato dichiarando: “Aspettiamo il riscontro sulle coperture, dopo confidiamo di inviare il testo al Quirinale entro domani (che sarebbe oggi ndr.), se quei riscontri verranno conclusi”.  Inoltre il testo è stato approvato con la formula “salvo intese”. Questo significa che qualche punto ha suscitato dubbi. È possibile pertanto qualche confronto. Nel decreto era stato escluso Benetton per la ricostruzione, affidata allo Stato.

Ministero delle Infrastrutture non si costituisce come parte offesa

Indizio n.2. Nell’udienza di ieri, il ministero delle Infrastrutture non si è costituito come parte offesa al processo sull’inchiesta crollo ponte Morandi. Una stranezza viste le dichiarazioni di fuoco del ministro Toninelli che in più di un’occasione aveva detto che “Autostrade ci dovrà risarcire tutti”. Eppure Toninelli non si presenterà in aula. Un cambio strano di atteggiamento da colui che, all’indomani della tragedia, aveva subito dichiarate le intenzioni di ritirare la concessione ad Autostrade.



Avvocatura dello Stato a difesa di tre manager vigilanza autostrade

Indizio n.3. Il ministro Toninelli, ha chiesto all’Avvocatura generale dello Stato di difendere tre manager, che agli atti processuali, sarebbero indicati come corresponsabili del crollo del ponte Morandi. Si tratta di Vincenzo Cinelli, direttore dell’Istituto di vigilanza sulle concessioni autostradali, del suo predecessore Mauro Coletta. Il terzo è il provveditore alle Opere pubbliche di Piemonte, Val D’Aosta e Liguria Roberto Ferraza. Ciò porterà lo Stato e il governo gialloverde, a scendere in campo nel processo, non affianco alle vittime, ma a braccetto con i Benetton, gli indagati numero uno. Tutto alla faccia dei proclami delle dichiarazioni e del decreto Genova. Quest’ultimo misteriosamente scomparso nel tragitto tra Palazzo Chigi e il Quirinale.

Ultimo aggiornamento

Francesca Gugliemino

Francesca Gugliemino