12 Settembre 2018

Caos ripescaggi Serie B: Coni come Ponzio Pilato? Macchè

Una vicenda, quella del caos ripescaggi in Serie B che preso connotati grotteschi e farsosi. Il Coni ieri ha respinto tutte i ricorsi dichiarandoli inammissibili, ed almeno fino al 28 settembre la B resta a 19 squadre.

Crisi economica e regolamento ripescaggi assurdo

I motivi di questa crisi stanno in due punti fondamentali. In capo a tutto ci sta un numero di squadre che partecipano ai campionati professionistici enorme, rispetto alla capacità economica di un Paese in piena crisi. Imprenditori con soldi da buttare letteralmente nel  calcio ve ne sono davvero pochi. Ogni anno, infatti, i Tribunali fallimentari sono chiamati a fare gli straordinari e tante società calcistiche alla fine chiudono battenti o sono costretti a farlo. L’investimento nel calcio non è mai stato uno di quelli che porta profitti, anzi minus valenze da portare in dichiarazione dei redditi. Con una A a 20, una B a 22 e una C, scelleratamente portata a 60 squadre si arriva a 102 società di calcio professionistiche e il fallimento sta dietro l’angolo. Il secondo problema sta in un regolamento di ripescaggi, astruso, complesso, che tiene conto di troppi parametri, come addirittura il bacino d’utenza. Così si sminuiscono i risultati ottenuti in campo dalle squadre nella passata stagione (a parere nostro l’unica cosa  che dovrebbe contare).



Serve ridimensionamento campionati. Coni ineccepibile

A questo punto servirebbe, per ridare stabilità ai campionati e al calcio, nuove regole e soprattutto ridimensionare il numero di squadre partecipanti ai tornei. Visto il fallimento di ben 3 squadre in B (Avellino, Bari e Cesena) la FIGC la riduce a 19 squadre. Lo fa in modo poco ortodosso, discutibile. Lo fa cambiando poco prima dell’inizio del torneo il regolamento, che dapprima non permetteva tale riforma. Fabbricini, commissario straordinario FIGC, ci mette la firma e il torneo parte. In estate parte anche un procedimento, quello del Novara, che chiede che il comma D4 del regolamento dei ripescaggi, rispetti il principio di irretroattività dell’illecito. In poche parole, se oggi Tizio compie un illecito e domani esce una norma che lo punirebbe, non la si può ad esso applicare. Il giudizio va avanti e il Novara vince, quindi è ripescabile insieme a Catania e Siena. Il torneo è partito però già a 19 squadre. Si va davanti al Coni per impugnare il cambio format. Ma essendo il Coni terzo grado di giudizio rimanda come di giusto al TFN. Allora apriti cielo.

Fabbricini aveva il potere di cambiare format?

È stato lecito il cambiamento? Questa è la domanda che è stata posta  al TFN, che ha rinviato la trattazione al 28 settembre. Troppo tardi per intervenire sui tornei in corso. Schieramenti di cuore e fede a bizzeffe, ma la realtà è solo una. Roba da avvocati, gli stessi che non si sono avveduti che il Coni era incompetente, per il momento, a decidere. Gli stessi che hanno parlato di iniquità della Giustizia. Ma allora una domanda. Perché una società come l’Avellino è stata mandata in D per non aver pagato a tempo? Perché lo stesso fu fatto al Catania di Massimino nel 1993? Erano fatti a cui le società potevano rimediare. Perché non in D società che hanno perpetrato illeciti sportivi? A questi non si può porre rimedio. Truffati gli scommettitori, i tifosi e gli appassionati di calcio. Questi hanno visto partite di calcio, non sapendo che era solo un film, con il finale già scritto.

 

 

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redazione

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